Le agevolazioni fiscali previste per l’adozione di misure antisismiche “Sisma Bonus 2017”

Dossier sulle agevolazioni fiscali per il 2017: le agevolazioni previste per l'adozione di misure antisismiche su fabbricati esistenti

Continua il nostro dossier sulle agevolazioni fiscali previste per l'anno 2017 iniziato settimana scorsa. Questa volta vogliamo entrare nello specifico e trattare specificatamente il tema delle agevolazioni fiscali previste a seguito di adozioni di misure antisismiche su fabbricati esistenti, ovvero il già rinominato Sisma Bonus 2017
La nuova legge di bilancio 2017 infatti dedica grande attenzione a questo tema, vi pone una maggiore sensibilità anche a seguito dei drammatici eventi sismici successi da poco nel centro Italia.  Oltre a stabilire una lunga proroga fino al 31 dicembre 2021, ha introdotto specifiche regole per la concessione delle agevolazioni, con importi più elevati quando a seguito dell'intervento si apporta una riduzione del rischio sismico al fabbricato.
Inoltre rientrano tra le spese detraibili anche gli oneri tecnici richiesti per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

Gli immobili interessati dalle agevolazioni

L'agevolazione fiscale potrà essere concessa per gli interventi svolti su tutte le tipologie di edifici, sia quelli ad uso abitativo sia quelli destinati ad attività produttive. Questa è senz'altro una sensibile innovazione rispetto alla precedente situazione dove potevano essere detratti solo gli interventi svolti sugli edifici abitativi.
Inoltre si potrà applicare agli edifici rientranti in qualsiasi sia la zona sismica di appartenenza (Zona 1, 2 e 3 secondo le disposizioni emanate con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n.3274 del 20 marzo 2003). 

L'ammontare delle agevolazioni e la loro ripartizione negli anni

In maniera del tutto simile a quanto già visto per le detrazioni rivolte ai lavori di ristrutturazione edilizia, anche per i lavori volti all'adozione di misure antisismiche iniziati a partire dal 1 gennaio 2017, spetta una detrazione del 50% su un ammontare complessivo di 96.000 € per ogni unità immobiliare e per ogni anno. Deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell'anno in cui sono stati eseguiti i lavori e in quelli subito successivi.
Qualora  gli interventi eseguiti in anni successivi al primo riguardino il completamento di interventi precedentemente avviati e per cui si gode dell'agevolazione, le spese saranno da considerarsi comunque nel tetto massimo di spesa iniziale di 96.000 euro.
Come anticipato sono  stati previsti dei casi in cui la detrazione spetta in misura maggiorata in termini percentuali sul tetto di spesa massimo, si tratta dei seguenti casi:

- quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico tale da portare il fabbricato a scendere di una classe sismica di rischio, in questo caso la detrazione spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta;
- maggiore ancora sarà la detrazione se a seguito dell'intervento si scende di due classi di rischio, in questo caso la quota detraibile sarà del 80% della spesa sostenuta.

La detrazione per i lavori di miglioramento sismico eseguiti nei condomini

Si tratta di tutti gli interventi svolti nella parti comuni di edifici condominiali, in questi casi la detrazione dell'imposta Irpef sono ancora maggiori.
Si applica un'aliquota del 75% nel caso di passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, mentre si considera l'85% nel caso di riduzione di due classi di rischio. Anche qui vale il tetto massimo di spesa di 96.000 € moltiplicato però per il numero di unità immobiliari di ciascun edificio.

LA ZONIZZAZIONE SISMICA ITALIANA

 
La cartina dalla zonizzazione sismica italiana al 2015 (fonte http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/classificazione.wp). L'Italia è tutta zona sismica. Il suo territorio prevede una classificazione sostanziale di 4 zone, dalla zona 1 ad alta sismicità (la più pericolosa) alla zona 4 a bassa sismicità.

LE CLASSI DI RISCHIO SISMICO 

Con i decreti n. 58 del 28 febbraio 2017 e il n. 65 del 7 marzo 2017 (Sisma Bonus 2017) il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito le linee guida per la classificazione del  rischio sismico delle costruzioni e le modalità per la classificazione da parte dei professionisti abilitati. 
Per l'ottenimento di una detrazione maggiorata, il progettista dell'intervento dovrà asseverare l'appartenenza dell'edificio ad una delle otto classi di rischio sismico previste (da A+, situazione ottimale, A, B, C, D, E, F, G situazione peggiore) prima e dopo i lavori secondo le modalità prescritte dal modello contenuto nell'allegato B del decreto. Il direttore dei lavori strutturali e il collaudatore, se nominato per legge, dovranno asseverare la conformità degli interventi eseguiti al progetto sismico depositato. 

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